Oggi a Genova 

Centralina, calcestruzzo, tubi tassellati alle lastre di edifici del Trecento perforate per l’occasione e nuovi grovigli di cavi in Sottoripa, la Soprintendenza non aveva autorizzato – Video

Molti i soggetti che hanno tempestato sia la stessa Soprintendenza sia il Comune per contestare la nuova “installazione” su edifici vincolati, in zona storica che è patrimonio dell’Umanità Unesco. Ora i lavori sono fermi, ma ormai il danno è fatto. Bisognerà comunque trovare una soluzione più dignitosa

Tutto è comparso in una notte in Sottoripa, all’angolo con vico Giannini: cavi in abbondanza che si aggiungono alla selva di quelli preesistenti, tubi di metallo assicurati con tasselli alle lastre trecentesche del basamento del palazzo (perforate per l’occasione), una centralina ingombrante piazzata su un basamento di calcestruzzo realizzato ex novo. In tanti si sono allarmati e hanno cominciato a denunciare alla Soprintendenza e a chiedere l’intervento della polizia locale e del Comune. Poi sono comparsi dei totem su piazza Caricamento e si è capito che la bizzarra installazione è proprio opera del Comune. Si tratta di un progetto di mobilità sostenibile (e non solo) finanziato con i soldi dei rimborsi conseguenti al crollo del Ponte Morandi. Una cosa di per sé utile, che non si limiterà a sorvegliare la ZTL, ma che consentirà di ottenere una serie di dati per migliorare la vivibilità cittadina.

Peccato che il progetto, così com’è, sia insostenibile sotto il profilo dei vincoli storici e architettonici che ricadono sul centro storico. Un esempio per spiegare meglio: anni fa un ambulante autorizzato che aveva la sua bancarella in Sottoripa, a poca distanza dalla nuova installazione, era stato denunciato dalla polizia locale perché aveva teso dei fili tra un pilone e l’altro del porticato di Sottoripa assicurandoli alle lastre coeve a quelle bucate nei giorni scorsi per l’impianto comunale con dei tasselli, proprio come è stato fatto ora. I manufatti dell’intera zona, infatti, sono vincolati.

Il progetto di mobilità sostenibile aveva ottenuto un consenso di massima dalla Soprintendenza, ma non era stato autorizzato in modo puntuale il tipo di intervento specifico effettuato nei giorni scorsi. I lavori si sono fermati perché proprio la Soprintendenza chiede fermamente soluzioni decenti e decorose, che tutelino il patrimonio e l’estetica. Su ognuna delle installazioni previste in centro storico sarà molto dura conciliare vincoli, divieti e operatività. Questo è solo il primo. Un incontro tra uffici comunali della Mobilità e Soprintendenza è già previsto nei prossimi giorni.

L’assessore Emilio Robotti, nominato appena un mese fa, tra le tante grane ereditate che si trova ad affrontare, a partire da Amt, si dovrà fare carico anche di questo e fa sapere che se ne occuperà, approfondendo tutta la questione. Il progetto, di per sé, è utile, ma la modalità di installazione deve essere autorizzata dalla Soprintendenza e tutto deve essere realizzato nel pieno rispetto de patrimonio storico e artistico del centro storico.

Sotto: il video di Adriano Silingardi sulla pagina facebook Pré Molo Maddalena. Tenete conto che abbiamo appurato che, diversamente da quanto si evince dall’audio, non si tratta di videosorveglianza, ma del sistema che abbiamo illustrato sopra.


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